Come posso prepararmi all’eventuale protocollo di Smart Learning?

Covid e sicurezza

Prepararsi allo Smart Learning

Per essere pronti in ogni momento all’eventuale attivazione del protocollo di Smart Learning le istruzioni verranno date dagli istruttori direttamente ai gruppi di studenti se e quando si renderà necessario. In realtà si tratterà di piccoli allineamenti degli strumenti didattici che nel MasterKeen si utilizzano fin dai primi giorni anche per le lezioni in presenza, quindi è necessario fare solo alcune specifiche.

Le cose più importanti da preparare sono:

  • Un computer, anche dalle basse prestazioni (basta che sia in grado di supportare browser di ultima generazione come Chrome, Edge, Safari, Firefox) e che abbia una buona risoluzione, per esempio che non abbia la scheda video impostata a 1024×768 (è la risoluzione di un computer molto vecchio).
  • Disporre anche di una connessione internet ADSL o superiore, perché l’uso fluido del Remote Desktop, e quindi la fruizione dei PC dell’aula e dei software su di essi installati, dipende molto da essa. Per esempio, sono da escludere le connessioni attraverso smartphone che, oltre a consumare Gb di dati ogni giorno, potrebbero non essere sufficientemente veloci: nel caso di lockdown infatti non saremo solo noi a passare alla didattica a distanza, ma tutte le scuole, e le reti probabilmente si intaseranno. Quelle degli smartphone sono le prime a essere soggetto a questo fenomeno.

Riguardo alla connessione e alla gestione della stessa per fruire al meglio del sistema di Smart Learning (di cui il Remote Desktop è una parte), ci sono diversi aspetti da tenere in considerazione.

Rete interna Volcano High

La rete Volcano High è stata progettata e implementata perché possa ampiamente supportare il carico di connessioni dall’esterno necessario a far utilizzare a tutte le classi dei corsi e dei MasterKeen i PC dell’aula con la fluidità necessaria.

Quando è attivo il protocollo di Smart Learning teniamo monitorata l’attività della rete costantemente, nei momenti di picco l’uso della banda è al di sotto della metà di quella disponibile, lontana dalla saturazione.

Dal lato nostro effettuiamo costantemente i seguenti controlli: 

  • Ampiezza residua banda e analisi tattica del suo utilizzo.
  • Utilizzo effettivo dei PC (alcuni studenti scelgono di utilizzare quelli personali).
  • Fluidità funzionamento PC in aula, con controlli diretti e registrazioni video da fornire all’azienda che gestisce la connettività.
Connessioni studenti e possibili rallentamenti: soluzioni

Eventuali rallentamenti possono comunque verificarsi in fase di fruizione, in base a diversi fattori sia interni che esterni, elenchiamo i più comuni e le soluzioni.

Relay Remote Desktop
Si tratta di piccoli ritardi (delay, appunto) nell’aggiornamento della schermata del PC remoto sul PC che lo studente utilizza a casa. Non è indicativo di un rallentamento del PC in aula, i cui movimenti di mouse, finestre e comandi risultano completamente fluidi, ma può essere dovuto a problemi di connessione da parte del computer Client, ovvero dal lato studente.

Nota tecnica: il Remote Desktop crea un flusso video solo dal PC dell’aula verso quello dello studente. Il controllo da parte di quest’ultimo da proprio PC non crea un flusso video, ma solo l’invio di comandi di input e “spostamento” mouse, o di digitazione tastiera. In pratica, il “vedere” lo schermo del PC in aula, va incidere sul “download” della connessione casalinga, il “muovere il mouse” va a incidere sull’”upload”.

Il delay, quindi, è semplicemente un problema legato allo streaming video in download del PC client (lato studente), lo stesso che si verifica quando, per esempio, Netflix o YouTube abbassano automaticamente la qualità video per adattarla alla banda disponibile.
Per limitarlo o azzerarlo è possibile adottare alcuni accorgimenti sull’utilizzo della banda nella propria connessione casalinga.

Sfruttamento della banda: nozioni e accorgimenti

La banda disponibile dipende da molte cose: gli abbonamenti “casalinghi”, pur avendo – per esempio – 100Mb in download e 10 Mb in upload, in realtà (sul contratto purtroppo è scritto chiaramente) forniscono la garanzia di una banda “minima”, non della banda “massima”. La banda minima garantita generalmente si attesta sul 10%-15% di quella massima.
Questo significa che pur avendo 100Mb di contratto casalingo, è necessario contare di averne in realtà 10/15Mb per i traffico in download (per lo streaming video). Se la connessione è condivisa con altri (coinquilini, familiari, etc) è necessario tenere conto che parimenti lo è anche la banda, la cui disponibilità quindi diminuisce ulteriormente.

Nel caso di lezione con Zoom tale banda si condivide tra Remote Desktop e Zoom.

Se oltre a questi ultimi si tengono attivi servizi di streaming (tipo Spotify, Netflix, Whatsapp PC, etc) è importante sapere che anche se non utilizzati si riservano una parte della banda. Per liberarne una parte – e quindi ottenere prestazioni migliori – è sufficiente chiudere qualsiasi software o servizio che non sia essenziale a seguire la lezione.
Lo stesso Slack, per esempio, è un social che tiene attivo costantemente il collegamento per gli aggiornamenti e quindi, anche se in minima parte, va a incidere sull’ampiezza di banda residua del collegamento. Una buona soluzione consisterebbe, quando possibile, di tenere aperto Slack su smartphone e tablet per seguire la lezione o usarlo come Chat, e attivarlo sul PC solo nel momento in cui è necessario caricare materiale, ma ovviamente diventa una dinamica difficile da sostenere in fase di lavoro collaborativo.

In questo caso smartphone e tablet sarebbe meglio venissero utilizzati con la rete 4G (o3G o 5G per chi ne dispone) per i motivi sotto riportati, legati all’uso del Wi-fi.

Lentezza della connessione Wi-fi

Al di fuori del mondo dei sistemisti pochi sanno che una connessione a banda larga (diciamo ADSL o fibre ottiche) che viene utilizzata attraverso il wi-fi del router non va alla velocità della connessione “da contratto”: il wi-fi è sempre più lento di una rete cablata e non può eguagliarne le prestazioni.
Una delle regole delle reti, generalmente, consiste nel fatto che quando alla rete stessa si connette un Device più lento, tutto si adatta a quest’ultimo. In pratica si va alla velocità del bufalo più lento, perché le regole di sicurezza delle reti informatiche prevedono, innanzitutto, che non vi sia perdita di dati, quindi per garantire tale condizioni i router “abbassano” automaticamente la velocità di connessione.
Questo significa che se avete una rete da 100Mb in download e il Wi-fi del router – che viene tenuto acceso – arriva a 50MB, tutta la rete andrà a 50Mb.
La soluzione in questo caso consiste, dove possibile, di cercare di non utilizzare il wi-fi se non è strettamente necessario, favorendo se possibile una connessione al router con cavo (quelli forniti dai gestori generalmente hanno 3 o 4 ingressi Ethernet – il nome tecnico delle prese di rete cablata).

Per tali motivi, se per esempio il computer è collegato al router via cavo ma il wi-fi è attivo perché vi è collegato lo smartphone, tutta la rete subirà il rallentamento della “massima velocità del wi-fi”. 
Come sopra riportato, la soluzione in questo caso è di cercare di utilizzare per quest’ultimo la banda 3/4/5G (magari per controllare i social) finché possibile, per lasciare la rete cablata “intonsa”.
Ovviamente non è possibile per tutti avere un cavo ethernet a disposizione, ma su Amazon sono facilmente acquistabili per pochi Euro, e arrivano fino a 15 mt (quindi si può andare da una parte all’altra di una casa mediamente normale), meglio se Categoria 6 o 7.
Ovviamente ci sono situazioni in cui non è possibile agire a proprio piacimento sulla limitazione del wi-fi (per esempio nel caso di condivisione condivisione con coinquilini), in questo caso è però necessario tenere conto che alla base di eventuali rallentamenti vi sono queste motivazioni tecniche.

Riassumendo:

  • L’abbonamento a banda larga non fornisce la banda “massima”, ma quella minima garantita.
  • Tenere attivati software e servizi che prevedono “aggiornamenti in tempo reale” – quindi streaming di contenuti – che non sono strettamente necessari può incidere sulla banda disponibile: anche se non usati, se ne riservano una parte. I social Media sono un esempio massimo di consumo inutile della banda: tenere aperto Facebook (o altro) durante la lezione va a occupare inutilmente banda che potrebbe favorire le prestazioni della propria connessione.
  • L’uso del wi-fi diminuisce ulteriormente la velocità di fruizione della banda rimasta disponibile.

Le soluzioni pratiche sono:

  • Non tenere aperti software o siti di streaming che non siano utili alla lezione.
  • Se possibile, preferire un collegamento cablato al router casalingo piuttosto del wi-fi, tenendolo spento (se è acceso, comanda sulla lentezza della connessione).
  • Dove non possibile la soluzione di cui sopra (spesso non lo è), cercare di limitare al massimo il numero di dispositivi che sono collegati al wi-fi.
Criticità legate alla connettività via smartphone

C’è anche da tenere in forte considerazione che alcuni potrebbero non avere alternativa all’uso dello smartphone come mezzo di connessione a internet (anche utilizzandolo come modem), ma alcune delle informazioni in esso contenute possono essere d’aiuto a comprendere quali limiti può avere.
Purtroppo, infatti, le connessioni via smartphone per l’uso del Remote Desktop non sono le soluzioni più adatte: al di la della velocità di connessione (3G e 4G, per i più fortunati e modernamente dotati anche il 5G), il problema maggiore è legato al volume di traffico dati: è necessario infatti considerare ciò che è già stato scritto, e cioè che anche il Remote Desktop – così come Zoom – crea un flusso video in streaming che va a incidere sul traffico in download del dispositivo usato.
In poche parole, i Gb disponibili a contratto potrebbero terminare prima del previsto.

Una soluzione possibile consiste nel verificare il traffico previsto dal contratto e cercare un’offerta che con poca diversità economica permetta un traffico illimitato (o comunque con molti Gb).
Tenendo conto che la media di trasmissione video (quindi streaming Remote Desktop) in uscita dalla nostra rete in una giornata di Smart Learning è di circa 8/9 Gb al giorno, è facile comprendere che ogni Device collegato ne riceve altrettanti.
Un contratto con 40 Gb/mese, per esempio, coprirebbe il fabbisogno di pochi giorni.

Esistono contratti aggiuntivi che arrivano a 200/300 Gb al mese, che sarebbero sufficienti per più di 20 giorni di lezione (quelli che effettivamente si fanno).
Per esempio, nel Novembre 2020 TIM aveva un’offerta di 200Gb al mese (per 3 mesi) a € 19,99/mese.

Nel caso vi sia bisogno di aumentare il traffico, quindi, suggeriamo di verificare le offerte del proprio gestore tenendo conto delle quantità di dati di cui sopra.

Eventuale interruzioni temporanee Remote Desktop

Una disconnessione ripetuta e continuativa è possibile a causa di una discontinuità della rete internet (o della connessione). Nel caso succedesse, chiediamo di tenere presente quanto sopra riportato relativamente alle connessioni casalinghe e l’uso del wi-fi. È sufficiente ottimizzare e economizzare le risorse per ottenere un collegamento migliore e sicuramente più stabile.

Possibile problema sovraccarico rete internet nazionale

Infine, in passato è successo che l’attività didattica a distanza resa obbligatoria per tutte le scuole – e l’attivazione dello smart working per molte delle aziende delle zone rosse – ha creato un sovraccarico sulla rete internet nazionale in generale e su quella specifica delle zone rosse, così com’è successo a Marzo 2020. 
Le infrastrutture nel frattempo sono state potenziate, ma l’uso massivo contemporaneo che ci aspetta nei prossimi giorni potrebbe provocare rallentamenti, specialmente nelle ore di “accesso”, generalmente la mattina alle 9/10 e il pomeriggio alle 14/15.
Non è certo che sia così, ma è molto probabile. Dipende dal livello di potenziamento operato dalle aziende di telecomunicazione durante l’ultimo anno.

In ogni caso, le due conseguenze potrebbero consistere in:

  • Rallentamenti “spot”, senza interruzione di connessione.
  • Interruzione momentanea di connessione casa del sovraccarico delle centrali (meno probabile ma comunque possibile). In questo secondo caso si tratta generalmente di interruzioni di pochi minuti, nei quali vengono riavviati server, router e tutte le apparecchiature che permettono la comunicazione internet. Dovesse accadere, è sufficiente provare a ricaricare pagine web, web-confernce o remote desktop dopo un minuto o due.

Quest’ultimo paragrafo è relativo solamente allo scenario di “utilizzo in massa” della rete internet.